da La Voce dei Berici – 2/8/2015 – pag.7

AVVICENDAMENTI

«I cambiamenti aiutano ad essere forti»

Mons. Fracasso è il nuovo parroco dell’U.p. di Montorso e Zermeghedo

«Durante l’estate organizzerò molti incontri con alcune realtà a livello parrocchiale e pastorale del luogo»

Monsignor Sergio Fracasso, classe ’46, sarà il nuovo parroco dell’Unità Pastorale di Montorso e Zermeghedo. Dopo undici anni a Bertesinella, di cui gli ultimi nove come Unità Pastorale di Bertesinella, Bertesina e Settecà, prenderà il posto di don Lino Stefani, «un sacerdote che ha curato bene la sua U.P.», dice mons. Sergio.

«È stata un’esperienza abbastanza impegnativa – continua il oarroco – quella nell’U.P. attuale, perché non è automatico creare una mentalità di collaborazione tra parrocchie. Questo modo di ripensare la struttura diocesana va contro a una secolare tradizione che ci ha abituati ad un pensiero diverso, di identità e distinzione parrocchiale. Il lavoro qui non è finito, l’integrazione deve andare avanti ». Funzionano già molto bene la catechesi, la pastorale giovanile e la liturgia, ma ci sono altri ambiti che necessitano di maggiore impegno e attività.

Sarà don Devis Agriman, attualmente cappellano a Cornedo Vicentino, a prendere in mano la situazione come prima esperienzada parroco, addirittura come parroco più giovane della diocesi di Vicenza.

«Credo che i giovani siano flessibili. Auguro a don Devis di portare avanti e finire il lavoro di unione e collaborazione di questa Unità Pastorale – afferma mons. Fracasso -, di creare affiatamento tra le tre comunità attraverso passi e gesti concreti».

Un compito impegnativo, da un lato, ma appassionante, dall’altro. Si sente tranquillo, dal canto suo, mons. Fracasso nel cambiamento che sta per affrontare, consapevole che troverà nell’U.P. di Montorso e Zermeghedo un lavoro effervescente già in atto. «Farò diversi incontri durante l’estatecon alcune realtà attive a livello parrocchiale e pastorale del luogo, in modo da avere una panoramica della situazione».

Un approccio graduale che vedrà, come tappa intermedia, il duplice momento di saluto alla precedente realtà pastorale e l’ingresso nella nuova, previsto la seconda metà di settembre.

«I cambiamenti hanno sempre un doppio aspetto – confida mons. Fracasso -, quello di rinnovamento, sia personale che della comunità, e quello conservatore, di rimanere cioè legati alla gente e ai luoghi a cui ci si affeziona. Noi sacerdoti siamo come piante trapiantate. È doloroso, ma questi cambiamenti ci aiutano ad essere liberi e forti, ci permettono di avere lo spirito del pellegrino. » Pur sapendo quanto sia duro per i sacerdoti, mons. Fracasso ricorda di trovare sempre motivi di testa, cuore e fede per saper ben affrontare questo passo, in obbedienza al Vescovo.

«Paure particolari non ne ho – conclude -, perché non sono più di primo pelo. A volte i miei dubbi si riferiscono all’età, alla salute, alla paura di non essere all’altezza. Dopotutto sostituisco un parroco che ha vent’anni meno di me. Quindi la mia speranza è che i parrocchiani mi vengano incontro e che ci sia un lavoro di unità e cooperazione tra tutti».  Margherita Grotto